Sono più di quattro milioni i rifugiati iracheni

Sono più di quattro milioni i rifugiati iracheni
Giulian Sgrena
il manifesto del 06 Gennaio 2008

Circa 2 milioni sono sfollati in Iraq, altrettanti sono i profughi nei paesi vicini: Siria, Giordania e Libano. La loro situazione è drammatica, quanto dimenticata
GIU. SGR.

http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_1894b82027d1d2fcaf41b09896662d96.html

Sono più di quattro milioni gli iracheni costretti ad abbandonare le loro case, circa 2 milioni sono sfollati all’interno dell’Iraq, altrettanti profughi nei paesi vicini: Siria, Giordania e Libano. Come abbiamo raccontato su questo giornale, la situazione dei profughi è drammatica, anche perché nei paesi ospitanti gli iracheni non sono riconosciuti formalmente come «rifugiati» e quindi la loro situazione è estremamente precaria. Soprattutto non hanno il permesso di lavorare e quindi di guadagnarsi da vivere. Alla fine di novembre il premier iracheno al Maliki aveva offerto circa 800 dollari (un milione di dinari) ai profughi che rientravano nel paese. Peccato che contemporaneamente annunciava anche dal 1 gennaio 2008 la riduzione delle razioni alimentari distribuite alla popolazione bisognosa.
L’obiettivo del premier era quello di dimostrare che la sicurezza in Iraq è migliorata, come sostengono gli americani, e quindi si può tornare a vivere a Baghdad. Sono stati in pochi a credere alle parole del premier (25.000 secondo la Mezzaluna rossa irachena) e la maggior parte degli iracheni rientrati lo hanno fatto perché non avevano più mezzi per sopravvivere. Anche se al loro rientro molti, non trovando più la casa (distrutta o occupata, sono finiti tra gli sfollati.
Tra i profughi in Siria abbiamo incontrato anche molti iracheni che non si rassegnano ad essere trattati come un “pezzenti” da chi distribuisce loro aiuti alimentari di pessima qualità e rivendicano il diritto a godere dei proventi del petrolio del loro paese. Proprio per recepire questa richiesta è stato promosso un appello a livello internazione, già firmato da diverse personalità.
«Gli Iracheni sfollati e rifugiati non possono attendere fino al loro ritorno al luogo d’origine per vedere soddisfatti i propri bisogni primari. La comunità internazionale ha l’obbligo morale di agire subito. La Risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu 986 del 1995 ha stabilito che tutti gli iracheni devono godere dei profitti del petrolio iracheno. In quanto cittadini iracheni, i rifugiati iracheni hanno eguali diritti in relazione al godimento della ricchezza irachena.
Chiediamo a tutti i governi, le agenzie e le organizzazioni delle Nazioni unite, facciamo appello alle leggi, ai diritti umani e alle associazioni umanitarie, nonché a tutte le persone consapevoli, affinché lavorino insieme per assicurare che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu adotti e applichi questa proposta, lo Stato iracheno deve obbligatoriamente stanziare una parte dei profitti del petrolio per i rifugiati iracheni.
Chiediamo che gli Stati in modo particolare quelli coinvolti nell’invasione illegale e nella distruzione dell’Iraq adempiano ai propri obblighi e facciano fronte alle proprie responsabilità e forniscano i fondi necessari per la missione dell’Unhcr volta a proteggere i profughi iracheni.
Facciamo appello a tutti affinché si raccolgano fondi e si prendano tutte quelle misure necessarie a fornire un aiuto diretto ai rifugiati iracheni e alle organizzazioni che li stanno aiutando.
In Iraq l’umanità sta soffrendo. Abbiamo la responsabilità morale di salvarla. Unisciti a noi.
Iniziativa Internazionale Irachena a favore dei rifugiati iracheni. Per adesioni e informazioni: www.3iii.org